Una particolarità che li riguarda entrambi è che, nel 1986, vinsero l’Australian Film Institute Awards per due film diversi: lei per Kangaroo e lui per Malcom.Da quel momento in poi, Judy Davis è oggetto del cinema d’autore e di registi come i fratelli Coen, Cronenberg, Eastwood e Demme. Ma in primis è Woody Allen che la impone in molti dei suoi film, facendone una delle sue attrici feticcio. La ritroveremo infatti in: Alice (1990); Mariti e mogli (1992), dove grazie al nevrotico ruolo di Sally avrà la sua seconda nomination agli Oscar e ai Golden Globe come Miglior Attrice non protagonista; Harry a pezzi (1996) e Celebrity (1997).Fra la fine degli anni Novanta e gli inizi del 2000, la Davis lavora soprattutto per la televisione, ottenendo comunque numerose nomination agli Emmy Awards per una fiction sulla vita di Judy Garland.Nel 2001, l’attrice torna al grande schermo con Frankie e Ben Una coppia a sorpresa di Susan Seidelman, in una singolare commedia con Marcia Gay Harden.

Si ride un po’ meno, in compenso il discorso sull’intelligenza artificiale è affascinante sia dal punto di vista concettuale sia da quello filmico (con una debole eco del crepuscolo di Hal 9000). Certamente, scrittura e regia assicurano qui nuovamente un grandissimo equilibro tra le forze in campo, specie all’interno degli stessi Avengers, bilanciando la superiorità di Ironman, Thor e Hulk con un maggior protagonismo di Occhio di Falco e Black Widow (Capitan America sta un po’ nel mezzo). Allo stesso tempo, si conferma il quid in più di Tony Stark e Bruce Banner, cervello e sentimento di questa serie di film, tanto che la sequenza in cui lavorano insieme d’intelletto è più emozionante della loro prestazione nella battaglia.

Nasce e trascorre l’adolescenza a Roma, dove frequenta il liceo classico e prende lezioni di recitazione per un anno al teatro La Scaletta sotto la guida di Antonio Pierfederici. Si diploma nel 1985, poi decide di viaggiare: si trasferisce a New York alla fine degli anni Ottanta, si sposta più volte verso oriente, intraprendendo alcuni viaggi in India tra il 1987 e il 1991.L’esordio come attore avviene nei circuiti televisivi: ha una parte nel film tv Rose di Tomaso Sherman, seguito da proibito ballare e dalla partecipazione a due mini serie importanti del 1990, La Piovra 5 Il cuore del problema e Pronto soccorso. Dopo La ribelle Storia di Enza (1993), secondo lungometraggio di Aurelio Grimaldi che vede tra le protagoniste la sensuale Penelope Cruz, arrivano due grandi occasioni: nel 1994 il regista pugliese Pasquale Pozzessere lo richiama per Padre e figlio, film che mette in risalto la sua recitazione nervosa e sofferta, ancora più comunicativa quando rinchiusa in ostinati silenzi e poco dopo sarà nel sontuoso Farinelli Voce regina, vincitore del Golden Globe come miglior film straniero, dove interpreta il famoso sopranista Carlo Broschi.