Kelly). A questo fortunato periodo, seguì una pausa fino al 1953, anno in cui S. Ritornò alla ribalta con una splendida caratterizzazione drammatica in Da qui all’eternità, di F. Nel 1958, una giovanissima artista giapponese si trasferì a New York dopo aver scritto a Georgia O’Keeffe per esprimere ammirazione e cercare indicazioni su come entrare nella scena artistica newyorkese. Miracolosamente, O’Keeffe rispose e Yayoi Kusama lasciò così ciò che considerava la cultura conformista del Giappone per tntare di affermarsi nella Grande Mela. Ispirate dalla rivoluzione politica e sociale americana degli anni ’60, le innovazioni avanguardistiche di Kusama hanno guadagnato notorietà ma poca fama o successo nonostante sia stata pioniera di audaci ed inedite sculture morbide, protagonista di proteste da nuda contro la guerra in Vietnam e ideatrice di abbaglianti e fantasiose creazioni a pois..

Così come i componenti della famiglia, il maschietto quattordicenne, che si sente già in ritardo rispetto al padre, assassino a tredici anni, e la ragazza diciassettenne, una “dark” romantica ma violentissima. E poi la madre, Michelle Pfeiffer, perfettamente omologa per carattere famigliare: sente il proprietario di un supermercato parlar male degli americani e . Il supermercato brucia.

Da ragazzo era un combattente appassionato, oggi è uno dei capolavori del nostro cinema, uno dei più grandi attori della settima arte italiana che, però, sembra volerlo relegare in una facile catalogazione (ahinoi)! Eppure nei suoi occhi si nasconde la magia della bellezza e dell’emozione, nella sua voce dura e intensa si cela quel magnifico filo rosso che lo fa correre e saltare dal palco al set, unendoli in un unico piano. Diversi personaggi, diverse storie ma, sempre, l’intreccio tra ironia recitativa e passione civile. La base grazie alla quale ha costituito il senso della sua vita.

Allora cosa c’é che non va? La fotografia è talemnte patinata da risultare irritante, gli attori sono dei cani, la trama appare un po’ confusa, ma, soprattutto, continuaIl film procede volutamente lento nella prima parte, dove vengono presentati i personaggi, le loro storie dolorose, e dove si comincia ad intravedere il punto centrale, cioè la rivelazione della setta dei senza nome e delle loro raccapriccianti pratiche. Vengono disseminati indizi che, senza fretta, porteranno alla disclusione della verità nascosta. Nella seconda parte e soprattutto nel finale il ritmo si fa più mosso, la tensione aumenta proporzionalmente al crescere delle possibilità di ritrovare continua”Atteso horror spagnolo, prodotto ben tre anni fa, ‘Nameless Entità Nascosta’ è una delle più grosse delusioni in questa estate cinematografica italiana.