Fizzarotti, Bruno Corbucci, Steno, Pasquale Festa Campanile, Mariano Laurenti, Michele Massimo Tarantini, Salvatore Samperi e Pier Francesco Pingitore, sono i registi che lo impongono costantemente nel cast. Fino a quando, arrivano i ruoli più seri. Nel 1988, Giuseppe Tornatore lo fa recitare accanto a Philippe Noiret in Nuovo Cinema Paradiso, lo stesso anno vincerà il suo primo e unico Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista per 32 dicembre (1988) e riceverà la sua prima candidatura ai David di Donatello nella stessa categoria per La casa del sorriso (1992) di Marco Ferreri.

Pugni e baci, botte e abbracci: Paolo Villaggio se li prese tutti, dal mondo della messa in scena ha avuto principalmente i pugni e le botte, ma come artista, nella vita vera, ha preso i baci e gli abbracci. Noi tutti nutriamo un naturale affetto per questo attore e scrittore genovese basso e tarchiato che, grazie al suo carattere riservato e allo stesso tempo a una vena umoristica satirico grottesca, è riuscito a farci identificare nei personaggi da lui creati raggiungendo un enorme successo. Ma come è accaduto? Quando, nonostante sentissimo un incomprimibile rabbia (sì, anche noi li abbiamo chiamati “merdacce” di fronte alle loro non reazioni) per omuncoli come Giandomenico Fracchia e Ugo Fantozzi, abbiamo cominciato a sentirci fratelli di questi impiegati d’azienda che non avevano imparato niente dal proletariato degli Anni Sessanta? Separati dall’ideologia, attaccati morbosamente al proprio lavoro e solo a tratti animati da uno spirito ribelle che li rende incredibilmente solari ai nostri occhi (quante volte abbiamo sospirato dopo le loro angherie un clamoroso “finalmente!”), questi inetti stipendiati non sono precipitati nel buco nero degli Anni di Piombo e hanno cominciato a farci ridere con le loro disavventure dalla metà degli Anni Settanta fino alla fine degli Anni Novanta.

Moretti mi ha messo alla prova, poi mi ha ringraziato e non si è fatto più sentire per giorni. Quando finalmente mi ha chiamato per assegnarmi la parte, avevo quasi perso le speranze. In tutta onestà, posso dire che dopo aver girato con lui un film così bello, posso anche considerare chiusa la mia carriera.Moretti come ha diretto un attore come Piccoli?Moretti: Non è stato difficile, perché Michel è entrato immediatamente in una calda sintonia con gli altri membri del cast, tutti provenienti da scuole di recitazione diverse dalla sua.

una ragazza che lotta contro la sua natura per cercare di cambiare l’uomo che ama. Vorrebbe salvarlo tirandolo fuori dalla criminalità, ma nel farlo arriva a contaminare sempre di più la sua purezza e la sua ingenuità. stata davvero un’esperienza importante confrontarmi con un personaggio senza sovrastrutture e senza maschere: una ragazza che non ha paura di mostrare i suoi sentimenti e di lottare fino in fondo per essi, anche a costo di autodistruggersi.Lola Ponce: Quella che vedrete è “l’altra faccia di Lola”.