Purtroppo USS Indianapolis sconta almeno due paragoni ingombranti: quello con Titanic, evidente pietra di paragone nelle scene del naufragio, e quello con Sully, ritratto di un comandante il cui eroismo viene messo in discussione da chi non accetta che un potente mezzo yankee dia pubblica prova della sua fragilità. La differenza, nel come vengono raccontate le storie citate, è la cifra autoriale di chi sta dietro la cinepresa. Laddove James Cameron e Clint Eastwood imprimevano alla narrazione la loro personalità cinematografica, Van Peebles allinea una serie di inquadrature convenzionali, di figurine stereotipate e di dialoghi artificiosi che rendono USS Indianapolis non tanto un film “vecchio stile”, come era nelle intenzioni del regista, quanto un film dallo stile superato.

Il filone dei personaggi storici prosegue con un’interpretazione che lascia cadere ogni dubbio sulla Blanchett attrice (se ancora ce ne fossero) e che ha dell’impossibile: diventa Bob Dylan, il re americano della musica, dei movimenti sociali, del pacifismo. L’occasione le viene data da Todd Haynes che vuole imbastire un docufilm attraverso sei attori che rappresentino sei diversi aspetti della vita e della musica di questo mito della cultura pop. Con Io non sono qui, Cate Blanchett lascia tutti senza parole: “Era una richiesta così pazza che non sono riuscita a rifiutarla.

Tra i presenti, Cristina Parodie il marito, il sindaco di BergamoGiorgio Gori, lRoberto Bolle,Carla FraccieCarlo Cracco. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala nel palco reale, decorato daDolce e Gabbanacon farfalle e fiori rosa, insieme al presidente della RegioneRoberto Maronie al prefettoAlessandro Marangoni. Con loroquattro abitanti, invitati dal Comune di Milano, che venivano dallezone terremotatedell centrale.

The Sun (2016)Others too were now taking over the picture book trail that he had so memorably blazed. Times, Sunday Times (2016)Moreover, recent press pictures have depicted the good life enjoyed by some within prison. Times, Sunday Times (2016)It is ourselves, whether or not the picture appears to fit.

Quasi come se avesse rimosso che tutti i suoi guai erano cominciati proprio lì, su Facebook. Perché Giovanni Desio, ex parroco, ex direttore del Risveglio ed ex critico cinematografico, il primo passo falso, dopo l’incidente del febbraio 2014, in cui era finito ubriaco con l’auto nel canale di Casal Borsetti, lo aveva fatto proprio in rete, sostituendosi nel profilo facebook ad un adolescente di sua conoscenza. Lo aveva fatto per riempirsi di complimenti e per darsi sostegno a nome del ragazzino, mentre infuriava la polemica dopo la scoperta del suo elevato tasso alcolemico mentre era al volante..