Momenti indimenticabili? Divertenti e terapeutici i nostri confronti, fatti sempre a bordo di una macchina, perché essendo lei in perpetuo movimento in macchina non poteva scapparmi, non poteva evitare il dialogo Dal film ho capito che mia madre mi ha trasmesso un grande senso di responsabilità e la determinazione di arrivare in fondo, costi quel che costi, proprio come ho fatto per questo film, che presenterò al prossimo Festival di Venezia. Devo a lei il mio ingresso in questo mondo, prima come fotografo che giocava a nascondersi dietro la macchina fotografica, questa magic box che mi permetteva di osservare e documentare un mondo al quale chiedevo legittimazione e la possibilità di dare una traccia narrativa alle mie aspirazioni creative, e ora, dopo varie esperienze professionali, come regista e storyteller. Il messaggio del film? Prima di tutto è una lettera d’amore a mia madre alla quale vorrei tanto dire che “the water is fine, mom”, che non ha fallito come madre, che le perdono gli errori commessi, in fondo tutti sbagliamo, e che i genitori non sono altro che esseri umani; il secondo, importantissimo, è che vorrei che questo film fosseuna “legacy”, una sua testimonianza, che permetta agli altri di capire chi è Franca Sozzani e cosa ha fatto.

Che tutti, impiegati, imprenditori e disoccupati, abbiano a cuore il futuro dei propri cari. Solo un animale può aspirare ad avere un figlio camorrista, invece di uno che studia, lavora, cresce una famiglia e muore sereno a cent’anni. E’ scontato, ma è la base di tutto.

Pink de Le Iene, per il quale ha ottenuto il premio della IFP Spirit Awards; ma ha lavorato ancora, spesso non accreditato, per l’amico Tarantino.Nonostante l’impronta spiccatamente autoriale che contraddistingue la sua carriera (ha lavorato anche per Altman in Kansas City e per Burton in Big Fish), Buscemi è conosciuto anche tra il grande pubblico per le sue interpretazioni in pellicole commerciali come Con Air, Armageddon e The Island (questi ultimi diretti entrambi da Michael Bay).Un personaggio significativo nel suo percorso attoriale è stato quello del Ghost World di Zwigoff, nel quale interpreta il timido e dimesso Seymour, un collezionista di dischi alle prese con le bizze di una ragazzina ribelle, cinica e stravagante. Un ruolo da protagonista, quello dell’aspirante regista Adolpho Rollo, glielo aveva offerto già Alexander Rockwell nella commedia in bianco e nero In the Soup (1992), ma è qualche anno più tardi che Buscemi diventa un regista in crisi nel film Si gira a Manhattan (1995) di Tom DiCillo (autore newyorkese col quale ha lavorato anche per Bionda naturale e Double Whammy). E l’attore deve averci preso gusto, visto che all’anno successivo risale il suo esordio dietro alla macchina da presa (senza considerare il corto del ’92 What happened to Pete): Mosche da bar, commedia dolceamara e parzialmente autobiografica della quale è anche protagonista nel ruolo di Tommy, meccanico sfaccendato alle prese con la variegata umanità che gira attorno al Trees Lounge (il locale che dà il titolo al film, nella versione originale).