Sul piccolo schermo, ha intenerito le casalinghe cullando la cuginetta di dieci mesi, nei panni dell’avvocato sciupafemmine, Kevin Hill, nella serie tv di UPN; si è poi aggirato nel reparto di medicina interna nello spin off di Grey’s Anatomy, Private Practice. Al cinema, questo sexy maschione si è imposto come frontman della jazz band di Chicago. il maggiore di cinque figli; ha due fratelli che si chiamano Gabriel e Michael, e due sorelle, Shalom e Christian.”Scottaye” cresce a Rochester, New York, dove frequenta la Allendale Columbia School prima di approdare alla School of the Arts, per studiare recitazione.

Continua ad alternare l’interpretazione di caratteri femminili tipicamente partenopei (un episodio de I Vesuviani e il lungometraggio Polvere di Napoli, di nuovo diretta da Capuano, grazie al quale ottiene il primo riconoscimento formale, il premio De Santis), oppure più vicini alle sue reali origini linguistiche (Le acrobate di Silvio Soldini e Tutto l’amore che c’èdi Sergio Rubini), finché non trova la parte di assoluta protagonista a fianco di Stefania Rocca nella commedia femminile In principio erano le mutande.Il ritorno nostalgico al palcoscenicoQuesto primo ruolo fondamentale della sua carriera cinematografica coincide però con un ritorno nostalgico (e di primo piano) ai palcoscenici della grande drammaturgia d’autore e così nel 2000 lavora per Mario Martone e per Toni Servillo nei rispettivi allestimenti “I dieci comandamenti” e de “Il tartufo” di Molière. L’emozione derivata dal calcare nuovamente i palcoscenici dei teatri dove si è compiuta la sua maturazione artistica le fanno comprendere che non potrebbe mai privarsi di questa parte della sua vita e, per tutti gli anni successivi, i lavori per il cinema si faranno sempre più collaterali o comunque attenti ai nuovi autori provenienti dal stesso milieu dell’attrice. Partecipa così sia a Due amici, che a Te lo leggo negli occhi: due opere prime dirette da alcuni giovani artisti emergenti della scuola teatrale napoletana.

Schoeck; “The Canon Yeoman Tale” by Charles Muscatine; “Chaucer and the Rhetoricians” by John Matthews Manly; “Was Chaucer a Laodicean?” by Roger S. Loomis. Seller Inventory 002774About this Item: Pemberton London, 1942. Rifacimento d’un thriller del 1974, il film mescola le tensioni delinquenziali, l’amore adorante per le automobili (il protagonista insegue invano una Shelby Mustang G. T.500 del 1967), l’affetto fraterno più profondo e il dramma d’un uomo che vorrebbe comportarsi bene ed essere onesto ma non ci riesce.Diciamo subito che un film come Fuori in 60 secondi ha senso (e nemmeno troppo) soltanto come macchina da intrattenimento: le attrattive sono fondamentalmente l’azione, l’estetica della fuoriserie ed il brivido del furto. La storia alla base del film di Dominic Sena, già autore (con risultati migliori) di Kalifornia (1993), è semplice e profuma di deja vu ad un chilometro di distanza: c’è un leggendario ladro d’automobili, Randall Raines detto “Memphis”, che ha abbandonato l’amata carriera malavitosa, Los Angeles e tutti i compagni di un tempo autoesiliandosi in provincia..