Una novella inedita di Maupassant che Franois Truffaut avrebbe certamente adattato per lo schermo. Un uomo innamorato follemente di una donna mancherà l’appuntamento con lei e finirà per sposare, senza saperlo, la sorella. E proprio a Truffaut, il film di Benot Jacquot rende visibilmente omaggio, attraverso la voce off, che commenta i soprassalti sentimentali dei protagonisti, e la musica lirica di Bruno Coulais, prossima a quella di Georges Delerue.

Autore come pochi altri di film “sempre uguali, eppure diversi”, Hur Jin ho conferma in One Fine Spring Day di saper trattare i sentimenti e le variazioni anche repentine del cuore con un tocco unico, insieme minimalista e profondo, essenziale ma fortemente verista. In una recensione di Village Voice, proprio a proposito di One Fine Spring Day, si diceva “Hollywood sarebbe in grado di realizzarne un remake come di rifare un Vermeer”, rendendo più che con migliaia di parole la sostanziale impossibilità di narrare in maniera credibile e comunicativa una storia simile al di fuori della Corea (o addirittura al di fuori di Hur Jin ho).Ogni sguardo, ogni minimo gesto che porta all’innamoramento di due perfetti sconosciuti e alla difficile accettazione dell’idea di coinvolgere un’altra persona nella propria vita è essenziale per trasmetterci le sensazioni e i pensieri dei protagonisti; ma la mano di Hur Jin ho è altrettanto chirurgica nel mettere a nudo il dolore che segue alla rottura. Quando lei, Eun soo, chiude i conti, è come se avesse premuto un pulsante di reset, dove lui, Sang woo, non riesce a concepire che un amore di simile intensità possa essere di analoga caducità.

Ramesh. 12. Geoenvironmental problems and landuse planning around Haidargarh Barabanki District Uttar Pradesh Kumar Bisaria and Brajendra Nath Pandey. Abby, studentessa americana fuori corso, arriva a Tokyo per stare accanto al suo fidanzato, che prontamente parte alla volta di Osaka. Lei però non lo segue, nella speranza che il ragazzo si ravveda e ritorni di sua volontà. Intanto è costretta a scontrarsi col suo pessimo giapponese e con qualche lavoretto di fortuna.

Annoiata a morte, comincia a fare le imitazioni di tutti quelli che erano lì. Fra il pubblico il principe Siringano annota a sua insaputa tutto quello che lei fa e, dopo una decina di incontri, a un altro momento di gala le dice: Gisella, non è possibile! Tu queste cose le devi fare! e la spinge a partecipare alla rivista “Il Tevere Blu” ed è subito un successo! Fra il pubblico rimangono ad applaudirla Remigio Paone, Totò, Anna Magnani e Wanda Osiris, che rimarranno ammaliati dalla potente verve che quest’attrice metteva in ruoli come quello della cantante lirica disoccupata, della sartina pettegola e della signorina snob, che poi l’accompagnerà per tutta la sua carriera! Totò, in particolare, tenta più e più volte di convincere la madre della Sofio a farle proseguire la carriera di interprete. Bionda, attraente, duttile e con una grande vis comica era sprecata come “nobile”! Alla fine, per volere paterno, Gisella riesce ad avere la meglio sul parere materno e comincia a lavorare a teatro in numerose piece, accanto ad attori come Renato Rascel e Alighiero Noschese.Il successo al cinemaIl primo film al quale partecipa è Il microfono è vostro (1951) di Giuseppe Bennati, con Aroldo Tieri, Enrico Viarisio, Nunzio Filogamo, Giacomo Furia, Nadia Gray e Nilla Pizzi.