Sessant’anni dopo Scott Derrickson recupera un classico della fantascienza anni Cinquanta aggiornandolo alla mutata condizione politica e ambientale. L’alieno Klaatu è interpretato questa volta da Keanu Reeves che, dopo aver incarnato lo spirito disincarnato di Neo, l’Eletto di Matrix, e raggiunto l’immortalità tecnologica nel cinema virtuale dei fratelli Wachowski, assume sembianze umane e acquista finalmente un corpo di carne e sangue. Ancora una volta l’attore riconferma il suo essere “soglia”, luogo di transito tra un entrare e un uscire, tra un mondo reale e uno solo sognato o ipotizzato.

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Partecipa al seguito non troppo efficace de Il tempo delle mele 2, dopodiché è nuovamente Zinnemann a chiamarlo per l’ultimo film della sua carriera, Cinque giorni, un’estate (1982), dove affianca la coppia formata da Sean Connery e Betsy Brantley in uno scenario mozzafiato che vale la visione di tutto il film. Se in tv le cose non vanno molto bene, al cinema si susseguono soddisfazioni una dietro l’altra: è in Il sangue degli altri di Claude Chabrol, La Femme Publique di Andrzej Zulawski, nell’avventuroso Sahara ma soprattutto in Rendez vous di Techinè, dove affianca Juliette Binoche e Jean Louis Trintignant in una storia di passione e amore sullo sfondo di una Parigi ostinata e confusa. In Italia si fa dirigere da Luigi Comencini ne La storia, un film per la tv tratto dall’omonimo libro di Elsa Morante.

We live on a large island adjacent to New York City. All our water for over 3 million people is ground based from deep aquifers. For years, major industry dumped solvents, chemicals and heavy metals into the soil. Inizia così, 4 anni dopo il trionfo al box office del film omonimo , la seconda avventura che vede fianco a fianco lo stralunato scienziato dai capelli bianchi e il giovane Marty pronto a vincere in se stesso quei timori che sono appartenuti al suo genitore. La sorpresa suscitata dalle avventure nel tempo genialmente innovate non c’è più e Zemeckis e il suo co sceneggiatore Gale (sono gli stessi che hanno scritto 1941 diretto da Spielberg) lo sanno bene. Debbono allora conservare intatto il contenitore (il pubblico potrebbe rimanere disorientato) modificando però profondamente la forma.