So if the retailers don’t have the readers in their stores that can read the chips and they get hacked, liability is on them; if banks don’t put chips in their cards and retailers get hacked, the liability is on them. It’s. It’s gonna quit a lot of incentives to shift over, uh, and that could explain what is going on now..

Per questa ragione lo ha corteggiato e assoldato Brad Silberling per il suo Dieci cose di noi, storia di una star invecchiata e in disarmo che deve decidere se prendere in considerazione il ruolo da protagonista in un film indipendente. La sua recitazione “in riserva”, asciutta e classica dà il passo al film contrapponendosi e dominando dolcemente quella esuberante ed eccitabile di Paz Vega, impegnata nella sua seconda esperienza di spanglish, neutralizzato (e non poteva essere diversamente) dal doppiaggio italiano. Dieci cose di noi, scritta, prodotta e diretta da Silberling, è un ricamo romantico attorno a un amore platonico, una storia essenziale senza sbavature patetiche.

Con il gruppo incarna, tra gli altri, Porzia ne “Il mercante di Venezia”, Imogene in “Cimbelino”, Beatrice in “Molto rumore per nulla”, Giulia ne “I due gentiluomini di Verona”, Tamora in “Tito Andronico”, Lady Anna in “Riccardo III”, la regina Margherita in “Enrico VI”, Isabella in “Misura per misura”, Regana in “Re Lear”, Gertrude in “Amleto”.Al cinemaA una carriera teatrale di grande successo la Jefford trova il tempo di affiancare quella cinematografica, iniziata, solo come doppiatrice, nel film di animazione Sogno di una notte d’estate (1959) di Jir Trnka e A 007, dalla Russia con amore (1963) di Terence Young. Il debutto vero e proprio sul grande schermo avviene nel 1967 con Ulysses di Joseph Strick, temerario adattamento del capolavoro di James Joyce, per cui riceve una nomination ai BAFTA Film Awards. L’impostazione teatrale della Jefford le viene in soccorso magistralmente al momento del famoso monologo finale del suo personaggio, la moglie tradita e traditrice Molly Bloom.

Vai alla recensioneUno spasso. Un film che mette buon umore. Ancora una volta il tema in cui il supereroe americano la persona semplice. Il primo Macintosh risultò molto più venduto diLisama non ebbe un enorme successo commerciale: il prodotto era ben riuscito ma il mercato chiedeva ad Apple qualcosa in più. La dirigenza di Apple Computer ne era conscia e infatti proseguì sulla strada dei Macintosh, commercializzando in seguito ilMacintosh 512Ke, che ebbe un decisamente migliore da parte del pubblico. ( 3feb18 ).