Impossibile l’esercizio critico su Be Cool, se si esclude la certezza che John Travolta sia il miglior attore americano degli anni a cavallo tra il XX ed XXI secolo. L’attore possiede quella grazia sublime che è solo di pochi, di Cary Grant, di Marlon Brando, di Sean Connery, per intenderci. Egli attraversa questo sequel di Get Shorty con ironica rilassatezza, padrone assoluto della sceneggiatura, del personaggio, dominando gli altri interpreti, bravissimi, con l’impagabile serenità di chi recita per un dono divino, comunicando il piacere di vivere, che in una pellicola attuale è un autentico miracolo, visti i contorcimenti di interpreti che “soffrono” ridicolmente i loro personaggi.

Impossibile che quell’italo americana, ora dall’aria giuliva ora dall’aria rassegnata, meritasse quel premio così ambito con un’interpretazione di una che, tutto sommato, era sempre se stessa, ma più truccata. Così dissero. Fin da quando era bambina subisce le lezioni di dizione della madre che le correggeva continuamente la sua cadenza pesantemente brooklyniana.

SCOTT SIMON: Welcome to Need to Know, and thanks for joining us. At this time last year, in the heat of the 2012 presidential race, much of the nation’s attention was focused on a case before the Supreme Court. At issue, was the constitutionality of President Obama most significant piece of legislation: the Patient Protection [.]May 10, 2013: Full transcript.

The Sun (2011)Thoughts of tax bills or the price of petrol should do the trick. Times, Sunday Times (2008)We dread to think what his drinks expenses bill will be! The Sun (2007)The insurer pays out to cover the cost of mortgage payments and other bills after a diagnosis. Times, Sunday Times (2010)How will this affect the company accounts and tax bill? Times, Sunday Times (2014)Or are you looking at a large refund bill? Times, Sunday Times (2014)It would be able to use this to reduce future bills.

“La storia riflette moltissimo lo spirito dei film originali nella sua combinazione di giocosità e temi profondi, mescolata con grandi scene d’azione, e ambientata in un universo affascinante, invitante, divertente e capace di spingere alla riflessione”, spiega Ron Howard, grande amico di George Lucas, con cui ha lavorato in American Graffiti. E già si pensa al secondo spin off probabilmente diretto da Stephen Daldry.Difficile quest’anno fare pronostici dopo i cambiamenti annunciati da Thierry Frémaux nella conferenza stampa del 12 aprile: la varietà dei Paesi invitati (una dozzina), i nuovi arrivi in competizione (otto), l’assenza dei precedenti vincitori per l’insoddisfazione dei selezionatori o per la strategia commerciale dei produttori (Jacques Audiard, Mike Leigh) e naturalmente la presenza istituzionale e irrinunciabile di Jean Luc Godard (Le livre d’image), che ha ispirato la radiosa locandina ufficiale. Lasciati a casa i favoriti degli anni scorsi (Sorrentino, Kawase, Audiard, Dolan, Lanthimos.), le sorprese arriveranno probabilmente da quei registi conosciuti nel loro Paese ma ‘sconosciuti’ altrove (Ryusuke Hamaguchi, Kirill Serebrennikov).