“Sorry to everyone who has followed what I have reported,” wrote a dejected Siqui Rodriguez on social media on Thursday, a radio journalist in Spain who had followed the Griezmann saga. “I believed he would sign for Barca. I promise to revise my sources and question what I am told.

Ghose Ajit Mishra Alaka Malwade Basu Amaresh Bagchi Amartya Sen Amitabh Kundu Amitava Bose Amiya Kumar Bagchi Amrita Dhillon Anandita Philipose Anindita Pujari Anindya Sen Anirvan Banerji Anjini Kochar Anup Kumar Sinha Anuradha Bhasin Arindam Banik Arindam Das Gupta Arjun Sengupta Arkadev Chatterjea Arnab Basu Arvind Panagariya Arvind Subramanian Arvind Virmani Asani Sarkar Ashima Goyal Ashok V. Desai Ashok Guha Ashok Gulati Ashok Kotwal Ashok Lahiri Ashok Mitra Ashwini Deshpande Asim K. Rao C.

Black, K. Mahony, R. Scotellaro, J. Questo film è un’ulteriore conferma del talento di Mann nell’organizzazione e nell’analisi dei microcosmi dei personaggi e delle loro geografie per poter far emergere al meglio il protagonista. Di conseguenza, al regista occorre tanto materiale, sia filmico che umano, per ritagliare da questo la persona e metterla a fuoco, facendola emergere dalla coralità con un tratteggio che non è mai definitivo ma sfaccettato e sfuggente. L’altro elemento che è ormai un marchio di fabbrica del cinema di Mann è l’uso del campo/controcampo: l’inquadratura non è mai simmetrica, nel senso che il protagonista non è mai al centro, ma quasi sempre spostato rispetto all’asse mediana; questo elemento spaziale determina uno sfasamento di prospettiva, un disequilibrio che permette al regista di lavorare sulla composizione del resto dell’inquadratura..

Se William Shakespeare sta a Kenneth Branagh come il cacio sui maccheroni, si potrebbe dire similmente anche per Oscar Wilde e Oliver Parker. Qualcuno, poco entusiasta delle opere, di questo regista ci scherza su dicendo che Oscar Wilde sarà l’unico Oscar che Oliver Parker possa mai prendere in vita sua, ma lui se ne cura poco e continua a furoreggiare portando sui grandi schermi le opere di questo genio della letteratura da “Un marito ideale” a “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, lavorando a stretto contatto con quello che lui reputa i più grandi attori inglesi contemporanei: Rupert Everett e Colin Firth. Estremamente british, Oliver Parker cerca di avvicinare al pubblico il cinismo britannico, confezionandolo con scenografie eleganti, ambienti ideali dove far crescere e germogliare ipocrisie, falsità e complessi.