Gli spazi ministeriali e austeri del Palais d’Iena, che ospita la sfilata di MiuMiu, sono avvolti nella penombra e trasformati da Rem Koolhas in un set modernista e labirintico in legno naturale, che rimanda a certe architetture di Jean Prouv Jean Royere o Charlotte Perriand. La collezione esprime un’eleganza altoborghese ma eccentrica, con una impronta decadente di vintage “colto” e un calibrato amalgama di high and low: denim e taffet cotone e pelliccia di volpe, guanti lunghi e bijoux design perfetta rappresentazione di una femminilita’ rac con un tocco equivoco e sexymidi al polpaccio e miniblu denim, bianco, ciliegia, verde scuro, antracitedenim, satin duchesse, pelliccia, vernice, cotonesoprabiti couture di linea ad A sono portati con brassieres in cotone e gonna midi a matita o su miniabiti. Stole in volpe tie Giacche ampie con arricciatura ripresa allo scollo e gonne affusolate.

Ci ho pensato e, su incitazione anche della BAC (Biblioteca de Autores Cristianos), ho deciso di scrivere allora il libro che considero una sorta di “testamento spirituale”, un regalo per le mie comunità fondate a Madrid, a Roma, nel mondo, a cui voglio molto bene. Eccolo qui (mi mostra il volume), mi vergogno di leggerlo, perché è troppo intimo Però a qualcuno magari farà del bene. In quel caso, benedetto sia il Signore!.

Picchiati a Central Park da due sbandati, Erica sopravvive al compagno e decide di farsi giustizia da sola. Filmando l’America e abbracciando il cinema della paura e della paranoia post 11 settembre, il regista irlandese affronta il trauma dell’aggressione e la consapevolezza dolorosa della relatività della nozione di giustizia e di chi pretende di agire in suo nome. La giustizia “imperfetta” messa in atto dalla protagonista incontrerà l’investigatore “noir” di Terrence Howard che, impotente davanti alle cicatrici profonde inferte a Erica e alla “volontà” della polizia di lasciare impuniti i colpevoli, finirà per avallare l’agire illegale della donna.

Ci sono sempre delle trappole o degli agguati nel trasportare sullo schermo grandi classici della letteratura contemporanea, come “L ai tempi del colera” di Marquez, uno dei nostri piu importanti scrittori, patrimonio culturale immenso. E nel caso del film ci imbattiamo, purtroppo, in non pochi agguati che tolgono a questa opera ambiziosa lo spessore al quale certamente ambiva. In primis, i protagonisti principali (Bradem e Mezzogiorno) sembrano impacciati, goffi, adirittura insicuri nei rispettivi ruoli che portano avanti scena dopo scena, non donando a Fermina Daza e Florentino Ariza la verosimiglianza che meriterebbero.