Il brand marchigiano, risponde a tutte le loro esigenze, attraverso una collezione Autunno Inverno raffinata e artigianalmente perfetta. Una classe senza tempo letta in diversi modelli: dalla pantofola tronchetto, la stringata alla doppia cinghia. Il tutto condito da una combinazione di materiali sfarzosi come suede e vitello o montone e lana.

“Quando abbiamo girato la scena nel fiume gelato, tutti mi consigliavano di prendere una controfigura. Invece ho pensato che fosse importante che fosse visibile che c’ero io, in quella scena. Non è stato per niente facile, però. Ickarus è un DJ abbastanza conosciuto nell’ambito della minimal, reduce da un tour mondiale, torna finalmente a Berlino, dove dovrebbe, spinto dalle pressioni della sua produttrice, produrre il suo nuovo album. Mathilde, la sua ragazza, gli è sempre vicino, ma purtroppo, le pressioni, e l’insoddisfazione di Ickarus, lo portano sempre più giù, in una discesa verso la tossicodipendenza. Arriverà il momento, di entrare, controvoglia, in una clinica di disintossicazione, dove la dottoressa Petra Paul, cercherà di aiutare Ickarus ad uscire dalla sua spirale autodistruttiva.

John Hancock, mutuato il nome del primo firmatario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, è un supereroe alcolizzato e maldestro che combatte la sua guerra contro il mondo dentro un paio di bermuda e sotto un berretto di lana, indizi di una vulnerabilità accentuata e di una definizione poco formale del supereroe. Sopra il cielo di Los Angeles, l’eroe casual di Will Smith mette a nudo la tristezza del supereroe quanto il bisogno, toccante, che i suoi cittadini hanno di credere in lui. Una massa pullulante di criminali, una distesa di esseri umani e indifesi in cerca di protezione.

Nella sua lunga carriera, in cui dimostrò notevoli doti di umanità e simpatia, diede vita ad una ricca serie di figure minori in film diversi per genere e livello artistico, tra i quali meritano di essere ricordati Riso amaro (1949, Giuseppe De Santis) e La spiaggia (1954, Alberto Lattuada), in cui gli furono offerte maggiori occasioni per mettere in luce le sue capacità brillanti o drammatiche, che tuttavia non ebbero mai modo di essere dimostrate e apprezzate come avrebbero meritato. Dal 1953 al 1978, anni in cui fu attivo anche in televisione, Pepe riprese la sua attività teatrale, scritturato prima da Giorgio Strehler per interpretare il ruolo del capocomico nel celebre dramma pirandelliano Sei personaggi in cerca d’autore, e poi per Lulù, due grandi successi del Piccolo Teatro di Milano, dove Pepe rinnovò i suoi successi nel 1959, recitando nella parte di Pantalone in Arlecchino servitore di due padroni, ruolo che mantenne dal 1963 al 1968 anche nelle tounées all’estero e che gli fu rinnovato nella stagione 1977 1978. Allontanatosi dall’attività artistica nei primi anni Ottanta, Pepe si dedicò alla direzione di una scuola di teatro in lingua friulana ad Udine.