Attore giovane, molto apprezzato sia dal pubblico che dalla critica, ha lavorato in televisione e al cinema, specializzandosi in thriller e film densi di mistero da tenere con il fiato sospeso lo spettatore più arguto.Nato e cresciuto a Bellingham, fin da bambino realizza di avere delle doti artistiche: all’età di 9 anni comincia a cantare e a 15 entra a far parte di un gruppo musicale fino a quando, una volta cresciuto, decide di tentare la strada della recitazione alla Western Washington University. Nel frattempo continua a dilettarsi suonando nei locali con la sua band ma il vero sogno è quello di riuscire a sfondare nel mondo del cinema. Il debutto avviene con un film indipendente che unisce la commedia al musical, Daredreamer (1990) di Barry Caillier, lo stesso regista che lo chiamerà anche l’anno successivo in To Cross the Rubicon.La tv che lo rende popolareNegli anni Novanta conquista una popolarità maggiore con la partecipazione a diverse serie tv, dal futuristico Star Trek al poliziesco Vanishing Son, dal drammatico Maledetta fortuna al pluripremiato Cinque in famiglia, nonché a numerosi film tv.

Non si tratta di karate, è bene puntualizzarlo, ma di aikido e Steven Seagal è la leggenda vivente di questa arte marziale che ha mostruosamente sbancato i botteghini mondiali a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta. Pronto a ricalcare il successo di artisti come Chuck Norris, Jackie Chan e Bruce Lee, Seagal si impone come stella minore dei film d’azione, ma che abbia una pistola in pugno e la punti su di te o cominci a muovere le sue braccia, pronto a colpirti, non provi la minima paura. L’unico brivido sulla schiena che senti è quando corruccia le sopracciglia e ti guarda in malo modo, significa che sta per esplodere in una delle sue scene recitate e dato che è uno dei signori incontrastati dei Razzie Award, c’è da tremare!Nato a Lansing nel Michigan, si è trasferito con tutta la sua famiglia a Fullerton, in California, all’età di 5 anni.

Now if you were writing a letter to someone in a small, new religious movement with a base in Ephesus, and wanted to say that because of the gospel of Jesus the old ways of organising male and female roles had to be rethought from top to bottom, with one feature of that being that the women were to be encouraged to study and learn and take a leadership role, you might well want to avoid giving the wrong impression. Was the apostle saying, people might wonder, that women should be trained up so that Christianity would gradually become a cult like that of Artemis, where women did the leading and kept the men in line? That, it seems to me, is what verse 12 is denying. The word I’ve translated ‘try to dictate to them’ is unusual, but seems to have the overtones of ‘being bossy’ or ‘seizing control’.