Vai alla recensioneAll del Batman di Nolan, Superman Returns ha clamorosamente riscosso un immediato successo critico piuttosto che l del pubblico. Forse perch il film gioca su un sottile. Clark Kent, ad esempio: impossibile non riconoscerlo nel costume dell d Sparisce Superman sparisce Kent; eppure nessuno sospetta della sua doppia identit Vai alla recensioneDopo il ritorno di Batman in “Batman Begins” e l’avvento della trilogia di Spider Man era praticamente impossibile non aspettarsi un ritorno sul grande schermo anche di Superman.

La sua casa era spesso frequentata da personaggi a noi mitici come Totò, Ugo Tognazzi, Mario Monicelli, Ennio Flaiano, Mario Camerini, Dino Risi che però sono del tutto familiari ai suoi occhi. Diplomatosi al liceo francese Chateaubriand di Roma, Carlo tenta la carriera paterna e, dal 1969, diventa assistente di Mario Monicelli ne Brancaleone alle crociate (1970) e ne La mortadella (1971), ma anche di Alberto Sordi (Polvere di stelle, 1973) e del suo stesso padre.Esordisce dietro la macchina da presaIl suo esordio alla regia avviene nel 1976 nella pellicola Luna di miele in tre, storia di un cameriere lombardo sposato (Renato Pozzetto) che vince una vacanza premio esotica con un’affascinante bionda, cui seguirà il musicarello con Alan Sorrenti Figlio delle stelle (1979). Da quel momento in poi, firma ben oltre 40 pellicole, tutti grandi successi che saranno più o meno apprezzati anche dalla critica e che si coadiuvano delle blindate sceneggiature scritte dal fratello Enrico e prodotte dalla Video 80.I “suoi” attori Jerry Calà e Diego AbatantuonoVanzina ha il merito di portare in auge Jerry Calà ne Una vacanza infernale (1980), Arrivano i gatti (1980), I fichissimi (1981) e uno dei suoi capolavori Sapore di mare (1982) che racconta di quell’adolescenza anni sessanta nel pieno del boom economico italiano, fra vespe e giochi da spiaggia.

Del resto, quale sia il livello “qualitativo” dell’opera lo si intuisce fin dai primissimi minuti, quando l’impacciata Patience (finta sfigata in stile Bridget Jones) finisce appesa al cornicione del proprio palazzo per essere poi tratta in salvo dal provvidenziale intervento del belloccio di turno, ildetective Tom Lone (Benjamin Bratt). soltanto la prima di una lunga, interminabile serie di grottesche assurdità che trascinano la pellicola oltre ogni limite del ridicolo, facendola assomigliare più ad una parodia involontaria che non ad un vero action movie; e d’accordo che nell’arte vige la regola della sospensione dell’incredulità, ma nel film di Pitof la verosimiglianza sembra essere un concetto del tutto sconosciuto. Al disastroso risultato complessivo contribuisce una regia (parola grossa) convulsa e irritante, priva di una qualunque idea di cinema, che appare piuttosto come la squallida imitazione di un brutto videogioco; e non è certo d’aiuto la partecipazione di attori (altra parola grossa) meno espressivi dei veri felini che popolano il film, con Halle Berry (in una pacchiana tenuta sadomaso) al minimo storico, e una patetica Sharon Stone nell’improbabile ruolo della perfida antagonista con la paura d’invecchiare.