Io mi sento un po’ Hannah Montana: di giorno studente e di sera cantante. Benvenuti nella doppia vita di Antonio Guadagno, studente di ingegneria informatica al Politecnico di Milano ma anche cantautore nascosto dietro il nome d’arte Manfredi. Ogni mattina parte prestissimo da Parabiago per andare all’università, con la piadina di crusca senza sale che gli prepara sua madre nello zaino, e lui vorrebbe tanto dirle che gli fa schifo ma non ce la fa.

La moglie e i figli hanno perso fiducia nei suoi modi dimessi e quando gli si presenta l’occasione di guadagnare i soldi che gli permetterebbero la libertà dal dispotico Glen Hollander e il rispetto agli occhi della famiglia si butta a capofitto nella missione.Se dovessimo utilizzare una parola sola per descrivere il cinema delle grandi produzioni negli ultimi anni questa potrebbe essere unicamente “remake”. Quel treno per Yuma arriva dunque solo come l’ultimo di una lunga serie di rivisitazioni di classici del cinema. Tuttavia probabilmente è quello che offre maggiori spunti per capire quali siano le idee che animano il cinema moderno.Rifare infatti non è necessariamente un’operazione priva d’ingegno o di volontà, anzi, può essere un’occasione per rivedere alcune tecniche e dare nuova forma a contenuti già utilizzati, esplicitando una visione di cinema forte, o un modo per cambiare in parte i contenuti per adattarli alle forme di narrazione moderne.Il diavolo, probabilmente.

Per cominciare a guadagnare qualcosa dal 1984 al 1988, decide di entrare nel cast della serie tv Crossroads, poi successivamente sarà il cinema a sceglierlo.Piernico Solinas lo sceglie infatti per il suo primo film di debutto: Chi tocca muore (1991), che annoverava nel cast anche Martin Sheen, Luca Venantini, Paolo Bonacelli, Horst Buchhloz e Franco Nero. E 5 anni più tardi,e ccolos ui palchi londinesi con il ruolo di protagonista ne “Company at the Donmar Warehouse” che gli farà conquistare un meritato Olivier Award.Lo sbarco a HollywoodDiviso fra l’Inghilterra e l’America, viene diretto da Mike Nichols ne I colori della vittoria (1998), pellicola che gli permetterà di recitare accanto a John Travolta, Emma Thompson, Billy Bob Thornton, ma sarà anche guidato da Kenneth Branagh ne Pene d’amor perdute (1999) e As You Like It (2006) con Kevin Kline. Dopo il calcistico Best (2000), il mitologico film tv Giasone e gli Argonauti (2000, dove recita il ruolo di Orfeo accanto a Dennis Hopper), le commedie Maybe Baby (2000) e Romantici nati (2000), ma soprattutto il bellissimo Dust (2001), The Final Curtain (2002, con Peter O’Toole), L’alba del giorno dopo (2004) e Doomsday (2008), riesce a ottenere grandissimo successo con il personaggio dell’artista Mickey Bricks in tre fortunate stagioni di una serie targata BBC: Hustle, che andrà in onda dal 2004 al 2006.Con Renée Zellweger, Jodelle Ferland, Ian McShane, Kerry O’Malley, Callum Keith Rennie.continua Bradley Cooper, Crystal Lowe, Adrian Lester, Georgia Craig, Cynthia Stevenson, Tiffany Knight, Cindy Sungu, Philip Cabrita, J.