Se nel thriller di Sam Raimi The Gift era l’inquietante visionaria Annie Wilson, nella saga di Il signore degli anelli sfoggiava vesti lunari nei fiabeschi panni di Dama Galadriel, con i boccoli lunghi, la coroncina in testa, le orecchie da elfo e una luce fuori dal comune che pareva emanare dall’interno.Quando oggi parliamo di recupero del patrimonio culturale, intendiamo riferirci ad azioni decisamente meno pericolose di quelle affrontate dai “monuments men” del film di George Clooney. E lo stesso lessico ministeriale (i cui amministrativi passano alcune ore fuori ufficio in “missione”) fa sorridere rispetto alle missioni belliche cui alludiamo con questa terminologia.Eppure, sempre di conservazione e trasmissione dell’eredità artistica stiamo parlando. Pur spiazzando gli spettatori che si aspettavano un respiro più epico, e scontando diversi problemi in sede di scrittura e psicologia dei personaggi, Monuments Men pone questioni non da poco a tutti gli amanti della cultura.

stato molto più complicato modificare la mia comprensione visiva e l’approccio alle mie collezioni. Tua collezione PE18 si chiama Come mai? sempre avuto una visione della donna fresca e giovane, e volevo catturare quel momento dell’adolescenza in cui nulla è perfetto o ha molto senso, né si ha maturato un proprio gusto. L’insicurezza , la fragilità, l’imperfezione della gioventù hanno sempre fatto parte della mia esperienza e ispirano la mia visione.

Una strada, un’automobile, una coppia. Antoine e Helene discutono mentre si dirigono verso la colonia dove raccoglieranno i figli. Antoine però ha bevuto. Se in 7 psicopatici si sviluppava intorno ai film di Oliver Stone e Quentin Tarantino, in Tre manifesti a Ebbing, Missouri registra i limiti dello ‘spettacolo’ impietoso ma divertente tentando un ‘esercizio spirituale’ o almeno di pratico buon senso in luogo del delitto. Vittime (infine) consapevoli di una dissociazione tra il sociale e l’individuale, tra il fuori e il dentro, tra i processi storico politici e quelli della coscienza umana, Mildred e Dixon tentano di colmare la separazione col viaggio che non insegue isole felici ma un nuovo equilibrio morale. La storia americana negata al progresso e alla speranza trova respiro e via di fuga nel cinema di McDonagh, che demistifica con amarissima allegria la tragedia dell’esistenza.

Uno di questi lo porterà nel 1998 a condurre assieme ad Andrea Pezzi il programma “Tokusho”, trasmesso un MTV Italia. Si farà conoscere al pubblico con il soprannome di “Nongio”, diminutivo di “Nongiovane” che è poi il nomignolo che Andrea Pezzi gli affibbia proprio durante il programma. Ma a dispetto di questo strano nomignolo, Mandelli fa invece molte cose “giovani”.