Diventato uno dei belli di Hollywood, arrivò troppo presto al successo (non avendo la maturità psicologica ed emotiva per essere al centro di tanta attenzione), come lo dimostra il fatto che fu condannato a 10 giorni di carcere per aver picchiato un fotografo. Di lui si ricordano soprattutto pellicole come: Selvaggio è il vento (1957) di George Cukor accanto alla stupenda Anna Magnani; Questa notte o mai (1957) di Robert Wise, nel ruolo dello scapestrato proprietario di un locale notturno, Tony Armotti, sempre incline alle avventure sentimentali ma innamorato della segretaria Jean Simmons; La lunga estate calda (1958) di Martin Ritt, nei panni del figlio di un ricco uomo d’affari che però da scarso contributo all’azienda familiare e la biografia del pittore Francisco Goya in La Maya desnuda (1958) di Henry Koster.Con gli anni Sessanta e Settanta però, per via del suo pessimo carattere che aveva facilmente danneggiato il suo lavoro (si dice infatti che non fossero sporadici gli episodi in cui litigava con registi e attori), fu costretto a lavorare anche in film di qualità inferiore come il goffo melodramma sentimentale americano Va nuda per il mondo con una impacciatissima Gina Lollobrigida. Col passare degli anni, abbondano nel suo curriculum (oltre a B movie western, di spionaggio e horror) anche le apparizioni televisive, come le serie tv “Valentine’s Day” (1964); “The Name of the Game” (1966), dal quale fu licenziato e sostituito non da un attore ma da una serie di attori come Robert Culp, Peter Falk, Darren McGavin e Robert Wagner, e “Search” (1970), e film tv come, The Deadly Hunt, Earth II (1971) e The Catcher (1972).Di notevolissima importanza sono invece le sue apparizioni nel panorama cinematografico italiano a cominciare da Senilità (1962) di Mauro Bolognini, tratto dal romanzo omonimo di Italo Svevo, dove è l’impiegato triestino Emilio che prende una sbandata per la giovane popolana Angiolina (una bellissima Claudia Cardinale); proseguendo con Pupi Avati in Aiutami a sognare (1981) nel ruolo del pilota Made in Usa, Ray, che farà fantasticare la giovane Mariangela Melato a suon di jazz e, per finire, Tenebre (1982) di Dario Argento, nel ruolo di un romanziere americano sulla cresta dell’onda che si trova coinvolto in una serie di delitti ispirati al suo ultimo best seller.

Sono gli spettatori del futuro”.La carriera, i film, i personaggi interpretati dalla Caprioli hanno da subito suscitato l’interesse dei ragazzi: dal debutto sul grande schermo con Tutti giù per terra di Davide Ferrario, a uno dei successi dell’ultima stagione, Immaturi Il viaggio di Paolo Genovese, passando per Corpo Celeste (premio Ciak d’Oro come migliore attrice 2012).”Ho avuto la fortuna di costruire ottimi rapporti con i registi con cui ho lavorato ha spiegato alla platea Mi hanno sempre dato qualcosa di importante. Gabriele Salvatores, per esempio, è stato il primo a offrirmi la possibilità di interpretare un personaggio complesso. Io arrivavo dal teatro e lui mi ha fatto conoscere il cinema.