Un gruppo di attori si ritrova in una fabbrica abbandonata per effettuare le prove di uno spettacolo: l’adattamento teatrale de “I fratelli Karamazov” di Fdor Dostoevskij, che andrà in concorso a un festival di teatro alternativo. Le prove hanno inizio: al crescendo emotivo dei personaggi si affiancano questioni come la fede, l’immortalità e la salvezza dell’anima, ma anche e soprattutto il dipanarsi dei rapporti all’interno della troupe stessa, che vanno a riflettere i grandi temi dell’opera di Dostoevskij. Finzione e realtà finiscono col sovrapporsi, e il dramma scivola via dalla carta al mondo reale.

Crea e lancia nuovi volti, fra cui Viggo Mortensen (fino ad allora costretto a ruoli secondari di poco spessore) e Orlando Bloom, ritrova bambini prodigio che si credevano persi (Elijah Wood e Sean Austin), da lustro a Ian Holm e Ian McKellen, rispolvera un hammeriano Christopher Lee e offre stati di grazia alle belle Liv Tyler e Cate Blanchett. La saga continua con Le due Torri (2002) e Il ritorno del Re (2004) e in toto, Jackson conquista un Golden Globe (miglior regista per Il ritorno del Re), una miriade di nomination all’Oscar, e le statuette come miglior regista e miglior film che divide con la moglie. Così come dividerà anche la laurea ad honorem data dalla Massey University e l’Ordine di Merito della Nuova Zelanda.Tra “King Kong” e gli “Amabili resti”Da sempre amante del film King Kong del 1933, decide di girare un remake e firma l’omonimo King Kong (2005), con Naomi Watts, Jack Black e Adrien Brody, che però conquista solo Oscar tecnici.

Eppure.Eppure il tam tam deve avere funzionato proprio sulla generazione dei cinquantenni che hanno individuato in questo film un ritratto non troppo lontano dal vero della loro frustrazione. Cresciuti all’ombra del mito di Easy Rider (piacevole il cameo di Fonda) hanno visto pian piano il miraggio dell’on the road sgretolarsi (fino a finire nell’imbuto senza via di uscita di quello che viene considerato il migliore film del genere: Thelma Louise). Eccoli allora con tutti i loro pregiudizi (l’omofobia nel film non è sottaciuta anzi.), con bandane e occhiali scuri contro un vento che vorrebbe essere tardivamente di libertà.

Quarrels broke out among the neighbors as they tried to claim as much space as possible. An unexpected fire burnt down the pavilion. As these residents moved into new apartments according to the set plan, all the grudges were gone. Cominciò a lavorare come disegnatore per un giornale di New York, ma quella di Barrymore era una grande famiglia di attori: John era fratello di Ethel, che debuttò nel cinema presto ma poi lavorò in teatro fino alla metà degli Anni ’40, e di Lionel, famoso caratterista. Appaiono tutti e tre in un solo costosissimo film (più di un milione di dollari dell’epoca), Rasputin e l’imperatrice, del 1932. Dopo di loro ci saranno anche una seconda e una terza generazione di attori (Drew Barrymore è oggi l’ultima esponente di quella che fu chiamata la “Famiglia Reale” del cinema americano).